Questo è il III articolo del estrapolato dal "Il giornale dei misteri " del 1971 autore sconosciuto firmato S.C.
Nella Milano degli anni Trenta, il signor Piero Sciascia e il suo amico Nicola vivono una notte destinata a rimanere impressa nella loro memoria. Con l’avvicinarsi della mezzanotte, durante una visita, Nicola diventa inquieto e insiste nel voler mostrare a Sciascia qualcosa di straordinario. Allo scoccare delle dodici, i due assistono all’apparizione di una donna vestita di nero che scivola silenziosa verso Porta Ticinese — per poi svanire nel nulla. I due amici si lanciano all’inseguimento attraverso le stradine della città, ma la misteriosa figura sembra dissolversi nell’oscurità.
Incapaci di dimenticare ciò che hanno visto, Sciascia e Nicola tornano sul posto la sera seguente. Ancora una volta, a mezzanotte precisa, la donna fantasma appare. Si muove rapida, quasi fluttuando sopra il suolo. In un gesto ardito, Sciascia riesce a sfiorare il velo scuro che la avvolge — e con stupore scopre che è reale, tangibile. Quel frammento di stoffa alimenta il mistero e confonde il confine tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti.
Tornati a casa con il feticcio stretto fra le mani palpavano il velo dubbiosi all’improvviso, le luci si spengono, gettandoli in un buio totale in pochi secondi il velo viene tolto di mano ai due e quando la luce ritorna si rendono conto che il feticcio è sparito i due ancora impauriti e confusi si gettano alla finestra di casa vedendo la figura spettrale con il suo velo in testa uscire dalla porta del loro condominio. I due restano immobili, senza parole, chiedendosi cosa abbiano realmente visto e se la realtà non sia più fragile di quanto credessero.
La storia si conclude senza risposte, lasciando nell’aria un’unica domanda: chi era la donna in nero, e perché continua a infestare il cuore della vecchia Milano?

Commenti
Posta un commento